LA PIOGGIA PUÒ PIANGERE?

La vita di alcune gocce di pioggia come metafora della vita.
Tutto è nato a un paio di chilometri da qui. La corsa inizia nonostante non l’avessero chiesta. Atto egoista alcuni la chiamano. In principio bassa, la velocità non si fa attendere, aumentando progressivamente. Due gocce corrono parallele, si guardano con occhi di sfida, una abbassa la testa per andare in picchiata e più velocemente dell’altra, ma ecco che la rivale lungo la sua corsa sposa un’altra goccia e diventano un tutt’uno più grande e più forte di prima.

BREVE STORIA D’AMORE MAI INIZIATA

Treno in partenza da Termini in ritardo di mezz’ora. Più tempo passa, più gente sale. L’interfono avvisa che noi siamo pronti a partire, in teoria, ma il gestore delle infrastrutture ci deve dare l’autorizzazione a farlo. E non si sa quando lo farà. Il ritardo preciso “non è quantificabile”.

Annamo bene…

Dopo 20 minuti un tizio sbrocca, se la prende con i poliziotti, “qualcuno starà pure seduto qui senza dí e fá un cazzo”, poi parte l’escalation perché ci infila dentro pure la guardia di finanza, il ministero degli interni, la protezione civile, il parlamento e, per non farci mancare niente, pure il CSM! Tié!

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4 STORIE BREVI

Io sono uno che quando racconta una cosa, soprattutto agli sconosciuti, la riassume per paura di annoiare. Di contro invece mi ritrovo frequentemente a subirmi filippiche bibliche da chiunque. Io cerco di far capire che preferirei una ginocchiata sulle palle piuttosto che continuare ad ascoltarli, ma credo di non essere mai abbastanza palese…

Ne racconto giusto una manciata:

  1. Un tipo in treno mi ha raccontato che anni fa aveva cinque bar, faceva soldi a palateContinue reading

8 MODI PER MORIRE

La guardia giurata protagonista del punto 4 di “4 STORIE BREVI”, nella stessa occasione mi raccontò che anni addietro, quando lavorava come responsabile della sicurezza della metro a Termini, trovò una borsa sotto i sedili del primo vagone. All’interno c’era dell’esplosivo. Ebbene si. Mi disse che i primi vagoni in genere sono i più pericolosi, perché in caso di esplosione i danni sarebbero maggiori. Verità o cazzata che sia, io da allora cerco sempre di mettermi negli ultimi vagoni, sia in metro che in treno.

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DIGER SELTZ

Gli occhi dei peperoni, con aria innocente, sono fissi sulla bocca dello stomaco. Il cibo non va né su né giù, s’è incastrato da qualche parte. Insomma, non ho digerito il pranzo di oggi. Ho bisogno di un Diger Seltz, ma quando esco dall’ufficio non mi va di comprarlo, nonostante …

LA NONNA COOL

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO Di ritorno dall’ufficio vado a prendere un caffè(tanto per cambiare) al bar davanti alla fermata dell’autobus. Quando esco, a due passi dopo la porta, mi fermo per accendermi una sigaretta. Una voce rauca, quasi sensuale, arriva dalle mie spalle e mi chiede se “la faccio accendere”. Mi …

LE CIAVATTE

Le guardavo le pantofole completamente ricoperte da una folta pelliccia violacea, estremamente kitsch, “gagliarde” penso,  perché sono dell’idea che ognuno di noi a casa propria  può fare e soprattutto vestirsi come pare e piace. … a casa propria però…non in metropolitana…

IL SOFFIONE

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO Era una quindicenne il giorno in cui trovò un enorme soffione lungo una rete che delimitava un parco. La grandezza smisurata del fiore le fece pensare che le sarebbe servito per un desiderio altrettanto grande. Era consapevole che la vita, seppur in ogni età presenti ostacoli ed …

CONTA ER CORE

Ho sempre avuto l’impressione che gli altri, parlo principalmente del lato estetico, non cambiassero mai, vedo tutti uguali al giorno prima. Mi spiego, le persone che incontro giornalmente mi sembra abbiano continuamente lo stesso taglio di capelli, stessa pettinatura, stesso peso, stesso modo di vestire e anche stesso comportamento ogni singolo giorno. Io invece sembro un pilota di rally che fa su e giù tra dune e montarozzi di opinioni e stati d’animo. Mi vedo pettinato, spettinato, bello, brutto, ben vestito, sciatto, simpatico, antipatico, sociale, asociale, alto(vabbé qua ho esagerato), basso e non solo da un giorno all’altro ma anche da un momento all’altro nel giro di qualche minuto.

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KIRSTIE

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO – Letto da Lygia

Seduta accanto a me, sui sedili del treno, c’è una giovane ragazza. Il suo viso è nascosto dietro i capelli e le sue mani sono coperte per metà dalle maniche della maglia. Tira fuori dalla borsa un blocchetto di piccoli fogli di carta e una matita a punta fina. Davanti a noi, sono seduti un ragazzo e una ragazza fissati su lati opposti, le facce sembrano imbronciate o forse sono solo seriose. Non so nemmeno se si conoscono, ma l’impressione è quella di due che non hanno né voglia di parlare né di incrociare sguardi.
La giovane al mio fianco comincia il tratteggio Continue reading