BELLEZZA E NEURONI

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO – letto da “In forma di Rosa“ Colazione in un bar dell’Eur, mentre sto davanti al bancone in attesa del caffè arriva un uomo. Brutto. Molto brutto. Come si dice a Roma “Aiutame a dì brutto”. Mal vestito, piccolino, magrolino, abbronzatura da vampiro, pochi capelli e quei pochi presenti un pò lunghi e all’insù. …

LA PIOGGIA PUÒ PIANGERE?

La vita di alcune gocce di pioggia come metafora della vita.
Tutto è nato a un paio di chilometri da qui. La corsa inizia nonostante non l’avessero chiesta. Atto egoista alcuni la chiamano. In principio bassa, la velocità non si fa attendere, aumentando progressivamente. Due gocce corrono parallele, si guardano con occhi di sfida, una abbassa la testa per andare in picchiata e più velocemente dell’altra, ma ecco che la rivale lungo la sua corsa sposa un’altra goccia e diventano un tutt’uno più grande e più forte di prima.

IL SOFFIONE

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO Era una quindicenne il giorno in cui trovò un enorme soffione lungo una rete che delimitava un parco. La grandezza smisurata del fiore le fece pensare che le sarebbe servito per un desiderio altrettanto grande. Era consapevole che la vita, seppur in ogni età presenti ostacoli ed …

CONTA ER CORE

Ho sempre avuto l’impressione che gli altri, parlo principalmente del lato estetico, non cambiassero mai, vedo tutti uguali al giorno prima. Mi spiego, le persone che incontro giornalmente mi sembra abbiano continuamente lo stesso taglio di capelli, stessa pettinatura, stesso peso, stesso modo di vestire e anche stesso comportamento ogni singolo giorno. Io invece sembro un pilota di rally che fa su e giù tra dune e montarozzi di opinioni e stati d’animo. Mi vedo pettinato, spettinato, bello, brutto, ben vestito, sciatto, simpatico, antipatico, sociale, asociale, alto(vabbé qua ho esagerato), basso e non solo da un giorno all’altro ma anche da un momento all’altro nel giro di qualche minuto.

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KIRSTIE

ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO – Letto da Lygia

Seduta accanto a me, sui sedili del treno, c’è una giovane ragazza. Il suo viso è nascosto dietro i capelli e le sue mani sono coperte per metà dalle maniche della maglia. Tira fuori dalla borsa un blocchetto di piccoli fogli di carta e una matita a punta fina. Davanti a noi, sono seduti un ragazzo e una ragazza fissati su lati opposti, le facce sembrano imbronciate o forse sono solo seriose. Non so nemmeno se si conoscono, ma l’impressione è quella di due che non hanno né voglia di parlare né di incrociare sguardi.
La giovane al mio fianco comincia il tratteggio Continue reading

THE BLACK BOOK

Erano 4 giorni e 3 notti che lo vedevano seduto sulla stessa panchina al parco, ma già dalla prima notte la gente si avvicinava dietro di lui per farsi i selfie. Più che culi di gallina o segni di vittorie per battaglie mai fatte, la posizione era dell’indice accanto alla …