LE CIAVATTE

Le guardavo le pantofole completamente ricoperte da una folta pelliccia violacea, estremamente kitsch, “gagliarde” penso,  perché sono dell’idea che ognuno di noi a casa propria  può fare e soprattutto vestirsi come pare e piace. … a casa propria però…non in metropolitana…

MATTI E SANI SCAMBIATEVI DI POSTO

Metro S.Paolo, sono sul 766: sento qualcuno parlare a voce
alta, un uomo smilzo sulla cinquantina, ben vestito sta dirigendo da fuori le
persone che sono dentro e quelle in coda per salire sull’autobus con i vari:
«DAI BELLI SCORETE, TU LÀ DENTRO FATTE PIÙ A DESTRA, TE SIGNO’ UN PASSETTO PIÙ AVANTI SU PER FAVORE. FATEME SALÌ BELLI CHE HO FATTO PURE ER
BIGLIETTO, Continue reading

IL RITRATTO

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Ore 9.00 di un mattino sosia di tanti altri e cappello di un comune giorno feriale. Autobus da Laurentina per via Grezar, salgo incazzato per l’ennesimo ritardo causa traffico tra il letto e il bagno. Sopra il mezzo c’è un ragazzo con evidenti problemi mentali… per colpa di qualche malattia? Bruciato da qualche sostanza? Non lo so. So solo che è grassoccio, porta vestiti e una giacca palesemente troppo larghi, parla lentamente, ad alta voce, quasi mono espressivo e ha lo sguardo spento.
È seduto nei posti a quattro, io gli sto davanti ma nel sedile opposto. Accanto a lui, quindi davanti a me, una signora anziana si siede, lo fa distrattamente sopra a un pezzo della sua giacca. Lui la guarda, tira con forza il lembo di stoffa e le dice arrabbiato: «Ma non lo vedi dove ti sei messa?» La signora tace, mi guarda, si alza e si siede da un’altra parte. Tempo in cui è rimasta seduta: sette secondi.
Rimaniamo io e lui.

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LEZIONE DI ITALIANO

Mi domando perché stamattina il caso ha fatto incontrare un “simpatico” chiacchierone di 68 anni con 2 ragazzi senegalesi con tanta voglia di imparare l’italiano. O forse è meglio chiedere perché IO mi sono seduto proprio vicino a ‘sti tre.

BUSSANO DAL FINESTRINO

ASCOLTA L’AUDIO LIBRO letto da Valentina Io sto rimbambito forte la mattina, non lo nascondo, ma scambiare il “TOC TOC” della notifica dei messaggi WhatsApp del mio cellulare, con qualcuno che bussa fuori dal finestrino del treno, mi sembra alquanto esagerato. Non fosse altro che il treno è in corsa!

GIOCO DI MANI

Ammassati come sottovuoto nel 766, mi trovo appiccicato alle spalle di una donna di un’età da dietro indefinibile. La mia borsa fa da cuscinetto tra me, lei e una denuncia. La denuncia vacilla nel momento in cui mi arriva una serie di messaggi sul cellulare che, adagiato sulla parete della …