Metro S.Paolo, sono sul 766: sento qualcuno parlare a voce
alta, un uomo smilzo sulla cinquantina, ben vestito sta dirigendo da fuori le
persone che sono dentro e quelle in coda per salire sull’autobus con i vari:
«DAI BELLI SCORETE, TU LÀ DENTRO FATTE PIÙ A DESTRA, TE SIGNO’ UN PASSETTO PIÙ AVANTI SU PER FAVORE. FATEME SALÌ BELLI CHE HO FATTO PURE ER
BIGLIETTO, Continue reading
Categoria: Storie vere
Racconti brevi, a volte divertenti altre più seri, di situazioni realmente accadute nella vita di tutti i giorni che vivo come pendolare a Roma. Tra ingiusta normalità e ingrata pazzia, tra ironia e poesia, tra il divertimento e la tristezza, il tutto condito da una schietta romanità, vengono fuori storie, vere, che in realtà possono durare anche pochi minuti ma che secondo me meritano di essere raccontate.
I CONSIGLIATI:
– Pensavo fosse amore, invece era il 769
Un incontro tra me e una ragazza, mentre io sto salendo su un autobus e lei sta scendendo. Le nostre maglie rimangono incastrate, potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore… ma non è stato così.
– Il ritratto
Incontro surreale con un ragazzo all’interno di un autobus, dove mi chiede di leggergli il libro che ho in mano. Ho accettato la sfida, ma solo se lo avessimo letto entrambi.
– Kirstie
Seduti sul treno, una ragazza sconosciuta fa un ritratto alla coppia davanti a noi. Disegnandoli anche nel futuro. Sembra incredibile ma è successo veramente.
– La rivincita degli anni ’90
Questa storia la trovo particolarmente simpatica perché fonde la tenerezza di una giovane coppia insieme alla rozzezza dei stessi giovani di oggi.
– Priorità nella vita
Forse il racconto più corto che abbia scritto finora. Ma così è nato e così deve essere, non c’è altro da aggiungere. Schietto, diretto, un po’ amaro ma sicuramente divertente.
– Giallo sul 767
Durante la corse di un autobus c’è qualcuno che si diverte a suonare il campanello per prenotare la fermata. Il mistero e la passione dell’autista per i gialli ha fatto nascere questo racconto molto divertente.
«PISCIA! DAI, SU, PISCIA CO’ ME!»
Le ragazze che vanno in coppia al bagno sono un classico, ma stavolta non mi riferirò alla minzione quanto a ‘fare sega’ a scuola. Del nuovo gergo giovanile io ero rimasto a scialla e bro’, ma stamattina aggiungo anche piscia nel nuovo vocabolario pischellese.
LA (A)NORMALITA’ DI UN SORRISO
Il fiume di gente che scende dalla metro di Termini sfocia, come fosse un affluente, nel lago di persone che popola la banchina della stazione. Ci sono personaggi di tutti i tipi e di tutte le età.
L’OMINI SO’ SCORDARELLI
ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO
Mattina
sul 764. Ci sono tre simpatiche vecchiette, si somigliano molto tra loro… bassine, panciute, con degli occhiali lucidati a nuovo e una corta ma folta
capigliatura. Il colore dei capelli cambia, una li ha neri, le altre due
rossicci. Tutte e tre parlano romano (una più marcatamente delle altre) e tutte e tre hanno il carrellino della spesa.
IL RITRATTO
ASCOLTA L’AUDIO RACCONTO
Ore 9.00 di un mattino sosia di tanti altri e cappello di un comune giorno feriale. Autobus da Laurentina per via Grezar, salgo incazzato per l’ennesimo ritardo causa traffico tra il letto e il bagno. Sopra il mezzo c’è un ragazzo con evidenti problemi mentali… per colpa di qualche malattia? Bruciato da qualche sostanza? Non lo so. So solo che è grassoccio, porta vestiti e una giacca palesemente troppo larghi, parla lentamente, ad alta voce, quasi mono espressivo e ha lo sguardo spento.
È seduto nei posti a quattro, io gli sto davanti ma nel sedile opposto. Accanto a lui, quindi davanti a me, una signora anziana si siede, lo fa distrattamente sopra a un pezzo della sua giacca. Lui la guarda, tira con forza il lembo di stoffa e le dice arrabbiato: «Ma non lo vedi dove ti sei messa?» La signora tace, mi guarda, si alza e si siede da un’altra parte. Tempo in cui è rimasta seduta: sette secondi.
Rimaniamo io e lui.
NONNO, GIOCHIAMO A NASCONDINO
Esco dalla stazione del treno Balduina, la tappa di solito è una: il tabaccaio per prendere qualche zozzeria tra Kinder cereali, Duplo, Ferrero Rocher e compagnia bella oppure il bar per un caffè. Stavolta, in previsione di un gelato più tardi, opto per il secondo. Faccio una breve chiacchierata con la signora al di là del bancone e una giovane ragazzetta che sta bevendo un tè freddo. Si parla del tempo e dell’estate che fatica a mantenere il ritmo. Bevuto il caffè le saluto e vado via. Piccola nota: scoprirò poi, scrivendo queste righe, di essermi dimenticato di pagare!
IL FAZZOLETTO DI STOFFA
Quando una persona che non c’è più la rivedi nelle persone che incontri per caso. Come la figura di un papà che ha lasciato ricordi e sensazioni che vengono innescati da un profumo.
PIU’ NONNE PER TUTTI
Un simpatico incontro in metro con un’anziana e divertente signora, insieme a sua figlia ed al marito che raccontano quante ne combina la signora.
TONTASAN
Ascolta l’audio racconto letto da Fabrizio Mi sono sempre chiesto come mai i borseggiatori puntino tanto ai giapponesi. Stasera, ho avuto la risposta.
IL MESSAGGIO VOCALE
Sono a Termini in attesa che il treno parta. Nei posti a 4 ci siamo io ed un ragazzone di colore. È da quando sono arrivato che ha il telefono all’orecchio, lo tiene capovolto e con il display rivolto verso l’esterno. Vedo una chat di WhatsApp.